—Cara….

—E poi ella mi ricorda nella voce, nel volto, negli occhi…. mi ricorda….

—Chi vi ricordo?…

—No, no, parta, parta finchè sono padrona di me. Parta, non mi guardi in quel modo…. Mi fa male. No, è inutile, oggi, così subito, non voglio dirla quella parola. No. Sia buono. Non mi guardi così!—Ma il diplomatico si ostinava a fare il cattivo, e mentre sbarrava ancora di più gli occhi, fissandola, pareva volesse magnetizzarla, con una mano era penetrato adagio, adagio fra la spalliera del sofà e la vita della marchesa che, d'un tratto, strinse forte contro il suo petto.

—Ah! Demonio!

—Angelo!… Quella parola la voglio!

—No!…

—E allora già io non vi lascio.

—Ah! Mio Dio! Ebbene…. sì…. sì, sarò vostra moglie!

—Mia moglie?!—esclamò Gino e, rallentate le braccia, ritornò fermo, al suo posto.—Mia moglie?!… Cioè…. come sarebbe a dire?…