—I vostri figli?

—Quattro….

—Quattro?

—Quattro angioletti. E verrà con noi, a Tolosana, mia madre….

—Anche la suocera!—borbottava Gino, sospirando un treno diretto che lo riportasse a Madrid.

—È un po' nervosa, irascibile, malaticcia…. ma è un angelo anche lei!

—Anche lei! Tolosana, cara, diventerà la scala di Giacobbe!

—Ah! Gino, ripetete ancora le vostre divine parole di poco fa: Come sarà bella la vita!

Lucia, così dicendo, questa volta si avvicinò lei. Ma a Recanati non pareva più la medesima. In quelle tenebre l'occhio si era assuefatto e vedeva che la carnagione della marchesa non conservava più la prima freschezza e che molto candore lo doveva alla cipria. I capelli non erano biondi, ma rossi, il disordine della pettinatura di pessimo genere, i colori sfacciati della veste di pessimo gusto, e il profumo che aveva intorno quella donna era un odore insopportabile di kaenferia, da far venir l'emicrania.

—Prima però…. ho da regolare qualche affaruccio…. e bisogna per pochi giorni che io ritorni in Ispagna….