—Anderò a Modena.
—Vuoi andare a Modena?… Sta bene; ma e la gente? Non pensi che cosa dirà la gente di te?…
—Ebbene, tu dici che io non ho il coraggio di battermi, non è vero? E io ti mostrerò che ho il coraggio, ancor più raro, d'infischiarmene dell'opinione pubblica, quando per ottenere i suoi applausi dovrei perdere il mio tempo e la mia dignità, dispensando dei brevetti di cavalleria: perchè, sai, l'Aimoni cerca d'avere uno scontro con me per far del rumore, e non per altro. Ma non gliela do vinta, sta' sicuro; sarei ben minchione!…
—Un uomo come l'Aimoni che cosa vuoi che ne faccia de' tuoi brevetti? fa un po' il piacere!… Ne ha tanto dell'onore, quello là, da darne anche a…. a degli altri che ne avrebbero bisogno.
—Questa sarà la tua opinione; la mia è diversa: tante teste tanti cervelli!…
—Ma perchè non sei rimasto a casa a far l'avvocato, invece di venire quaggiù a fare di queste figure!?
—E te?… chi ti ha pregato di venire in casa mia a dirmi di queste piacevolezze?…
—Ti voglio bene, mi sta a cuore l'onor tuo.
—Oh, grazie!
A questo punto, Gianni, che s'era proposto di esercitare la pazienza del povero Giobbe pur di riuscir nell'intento, tornò da capo a pregar Menico, a scongiurarlo d'accettare i suoi consigli. Ma l'altro, duro. Allora gli promise che avrebbe condotto la cosa in modo che tutto sarebbe finito con una scalfittura.