L'azione succede nel 1854:

Nel 1º atto a Como, nella farmacia Ansperti.

Nel 2º, 3º e 4º atto nella villa Lamberta, presso Milano.

ATTO PRIMO.

La scena rappresenta la retrobottega della farmacia Ansperti. Dai vetri delle finestre, che hanno le tendine bianche, ma sono aperte, e dagli usci si vedrà l'interno della farmacia e la porta che dalla farmacia mette sulla strada. La retrobottega è arredata come un modesto salottino borghese: un grande braciere con intorno alcune seggiole: una tavola grande, che serve da pranzo e da giuoco. — È la fine di novembre. — Sono le sette pomeridiane. La farmacia è illuminata con una lucerna ad olio: nella retrobottega una lucerna ad olio sulla tavola ed una candela di sego sulla credenza. Sulla tavola ad un'estremità, sul vecchio tappeto, è steso un tovagliolo con l'occorrente del pranzo per una sola persona.

SCENA PRIMA.

Il signor Faustino e la signora Giuditta. Il Signor Faustino, seduto a tavola, cena. La signora Giuditta, vestita assai modestamente, senza nessun ornamento, con un fazzoletto nero al collo, curva dinanzi al grande braciere, fissa la brace immobile, assorta, con la mente lontano. È pallida: ha l'aspetto sofferente.

Faustino continua a mangiare, poi dopo essersi pulita la bocca col tovagliolo cerca la bottiglia del vino con gli occhi: dopo un momento chiamando sottovoce:

Signora Giuditta! Signora Giuditta!

Giuditta scuotendosi: lo fissa senza capire.