E il Del Mantico sorrise in un modo tutto particolare e pieno di sottintesi.

— Oh! finalmente! tanto ci voleva! — esclamò la D'Abalà, mentre guardava brontolando, se l'acqua avesse lasciato macchia sul vestito.

— Ma.... — Prandino parlava a stento e colla voce malferma. — Ma.... il nostro albergo deve essere tutto pieno....

— Ho telegrafato da Treviso perchè mi tenessero pronta una camera.

Allora entrarono dal portiere, per vedere se il telegramma era giunto in tempo.

— Mi avete tenuto una stanza? — chiese il Maggiore al portiere che sonnecchiava.

— Il numero 43, signor Marchese!

Il portiere, secondo il solito, non si mosse, ma si toccò il berretto colla mano.

Quando fu arrivato su in cima, al numero ottantasei, Prandino non ne poteva proprio più; si sentiva soffocare, e buttandosi smaniando sul letto, pensò allora che sarebbe stato meglio se la gondola fosse calata a fondo con lui dentro! Oh! sì; molto meglio sarebbe stato! Almeno, a quell'ora, egli avrebbe finito di soffrire.