Prandino rise ancora, però adesso con un po' meno di piacere. Prefetto sarebbe bastato, senza quell'aggiunta di Malamocco!

Nel frattempo giù nell'acqua si videro anche Potapow e Jamagata a far bella mostra delle loro forme: Potapow, più prudente, non si allontanava dalla corda, ma Jamagata s'era spinto fuori e aveva anche tentato dì unirsi col Maggiore, nella sua gita acquatica; ma il Del Mantico fece l'indiano, col giapponese, e tirò dritto per conto suo, avvicinandosi sempre più al compartimento delle signore.

Prandino sulla terrazza guardava fisso, attento a ogni cosa e diventava verde; l'Elisa, tranquillamente, dopo essersi fermata qua e là ad accomodarsi il cappello e a serrarsi la veste sul collo, si lasciò andare ed uscì al largo, fuori dei pali; e il Maggiore le tenne dietro.... ma non era buono di raggiungerla.

— Contessa!... Contessa!...

— È lei, Maggiore? — L'Elisa, come al solito, nuotava di fianco; però meno del giorno prima perchè l'acqua era più morbida e non lasciava distinguere bene altro che il biancastro dei piedi e delle braccia.

— L'acqua oggi è buona, — cominciò il Maggiore, che faceva fatica a seguire la Contessa.

— È anche troppo calda!

— La prego.... Vada un po' più adagio.... Contessa! Così io non posso tenerle dietro.

— Non voglio che mi tenga dietro.... Lei ha risoluto di compromettermi ad ogni costo!

— Se ha tanta paura di compromettersi allora dovrei credere ch'è proprio vero quanto m'ha narrato la Contessa.