— Grazie....
— Che volete! L'Orsolina mi sta proprio a cuore. Quella è una santa madre, ma santa davvero!.... Potete proprio dire d'esser nato colla camicia!.... La vostra mamma si leverebbe il pane di bocca per darlo a voi, sciupone d'un don Giovanni!
— Lei scherza, Cavaliere, ma adesso vorrei....
— Vedete, Prandinello, il morto, lo so fare — e così dicendo il cavalier Pinocchio si distese sull'acqua supino — ma se fo un movimento, non c'è verso, bevo!.... Aspettate, dovreste provare un po' voi a mettermi le vostre due mani sotto la vita: così.... bravo!.... Restate fermo adesso, non vi movete!
— Ma.... — e Prandino, mentre teneva il Cavaliere, fissava cogli occhi imbambolati i due cappelloni gialli della Contessa e del Maggiore che si allontanavano lentamente sullo specchio turchino del mare.
— Come vi dicevo, ho scritto a Verona, al Capo-traffico, e m'ha già risposto.... Ah, quant'è buona oggi l'acqua!.... È proprio un piacere! Voglio provare adesso a muovere prima le braccia e poi le gambe.... ma voi state fermo, sapete, se no, vado sotto. Benissimo! così! bravo!.... Uno-due!... Uno-due!.... Uno-due!.... Uno-due!.... — e il cavaliere Pinocchio continuò per un pezzo a fare i movimenti di scuola, sempre sostenuto da Prandino, che non aveva il coraggio di lasciarlo andare, e intanto vedeva l'Elisa e il Maggiore confondersi insieme nella lontananza, così da sembrare quasi un punto solo.
— Ah! che bagno delizioso!.... Uno-due!... Uno-due!... adesso voglio provare.
— Ma scusi.... — A Prandino gli pareva che i due cappelloni di paglia si fossero fermati.
— State fermo! Forza, mi raccomando! Adesso vorrei provare a distendere insieme le braccia e le gambe.... Ah, come me la godo!.... Come me la godo!
— Ma io.... — Prandino si sentiva male: il punto giallo non si moveva più.