— Oh! che disgrazia!

— Le si è annegato il marito, mentre voleva salvare suo figlio!

— Povera signora!.... in quello stato!....

Intanto che tutte queste voci facevano il giro dello stabilimento, ingrossandosi e facendosi più gravi a ogni passo, la Cecilia continuava a correre, come meglio poteva, dai corridoi al caffè e dal caffè alla terrazza, chiamando Gegio e l'avvocato D'Abalà. Prandino la seguiva, abbattuto, con una faccia stralunata, pensando a ciò che gli avrebbe detto l'Elisa quando, uscita dall'acqua, sarebbe venuta a sapere che non trovavano più il suo nipotino, e di tratto in tratto levava gli occhi smarriti in faccia a Ramolini, come se aspettasse da lui la propria sentenza.

— Mah!.... — gli disse una volta il Cavaliere con una reticenza più lunga e però più grave del solito. — Mah!.... i figli degli altri!.... — e non aggiunse parola.

La Cecilia, percorsa un'altra volta tutta la terrazza, attraversato di nuovo il caffè, uscì fuori dallo stabilimento e giunta in mezzo al ponte, sulla spiaggia gridò ancora, con quanto fiato le era rimasto: Gegio! Gegio! Gegio mio!....

— Mamma, mamma, son qua! — rispose finalmente di lontano la voce stridula del monello e giù, sulla riva, tutto coperto di sabbia e di terriccio giallo si vide muoversi un coso che aveva più del scimiotto che dell'umano.

Era Gegio, che s'era preso il bel gusto di seppellirsi vivo sotto la sabbia.

Sua madre, ravvisandolo appena, diè in un grido di contentezza: pareva matta dalla gioia, povera donna! ma appena se lo ebbe dinanzi e lo vide così sucido, tutta la sua espansione si arrestò di botto, cambiò viso, e, preso il figliuol prodigo per un orecchio, se lo tirò dietro a quel modo, strapazzandolo come una bestia ed applicandogli ad ogni tratto scapaccioni tutt'altro che amorevoli.

Jamagata, Potapow, Ramolini e tutti gli altri ch'erano lì intorno fecero gran festa alla madre e al figliolo. Prandino solo, quantunque adesso gli si fosse levato un gran peso dallo stomaco, tuttavia non era tranquillo del tutto: sentiva che, per lui, l'ultima parola della tragedia non era ancora stata detta. Difatti: in quanto a lei — gli gridò la D'Abalà, cogli occhi loschi e il nasino bianco — in quanto a lei, può dirsi fortunato che non ci sia stato qui mio marito!.... A quest'ora, guai!....