— No.... adesso no; non posso.... ma tu ricordati questo, che io sono molto infelice.... e che vi sono tali necessità nella vita, alle quali bisogna chinare il capo e rassegnarsi.... côute que côute!

— Ma io non voglio... — cominciò Prandino, alzando la voce.

— Non fate scene adesso, non fate il ragazzo!

E l'Elisa spaventata, abbandonando in un attimo il tono languido, fermò subito le parole in gola al suo innamorato; ma poi, vedendo che l'altro non fiatava più, ritornò buona, ritornò tenera, per dirgli con affetto: — Domani saprai tutto.... ma, te ne scongiuro, sii generoso.... non rendermi più infelice di quello che sono.... ricordati che da te.... bambino mio, aspetto una parola che mi dia coraggio.... e che mi conforti.

Detto ciò, mentre Prandino la guardava bianco, pallido, senza esser più buono di proferire una parola, l'Elisa si fermò per aspettare la Cecilia e il Maggiore, ch'erano rimasti un po' indietro, e unirsi col rimanente della brigata.

Quella notte il povero Prandino la passò male. Ormai non ne potea più dubitare: l'Elisa e il Maggiore se la intendevano fra di loro.

Aprì i vetri, spalancò le persiane e, in maniche di camicia, rimase là, lungamente, appoggiato alla finestra, guardando di lontano, fra i tetti, una striscia di laguna illuminata dalle fiamme rossiccie del gas e bevendo, come altrettanto veleno, quell'aria pregna degli aromi acuti del mare, respirando quei buffi caldi che penetrano nel sangue con una mollezza voluttuosa e che sembra allarghino il cuore con un bisogno inconscio e irresistibile d'amore.

Maledetta Venezia! Se fosse rimasto a Vicenza, credeva lui, avrebbe sofferto meno.

Aveva la testa che gli bruciava, il cuore gonfio, e non poteva piangere. Si sentiva pieno di lagrime fino alla gola, ma non gli volevano scoppiar fuori. Se avesse potuto piangere, forse sarebbe rimasto un po' più sollevato.

— “Domani saprai tutto?!„ E che cosa può dirmi che io già non abbia indovinato? Non sono già un imbecille, capisco le cose per aria, io! Non ama più me, e torna daccapo ad amare il Maggiore! Ecco la bella novità che mi dirà domani! Ma io non resterò qui a sentirmela dire, nemmeno per sogno; che! Domattina me ne ritorno a Vicenza.... e non mi vedrà più, no; mai più!... Se aspetta da me “la parola di coraggio e di conforto„ la aspetterà un pezzo. A sentirla lei, dovrei dunque farle coraggio, perchè mi pianta?... Dovrei confortarla, perchè mi tradisce? Questa è nuova davvero! “Ricordati che io sono molto infelice!„ Ma perchè lo vieni a contare a me, se sei infelice?... A me, che lo sono più di te e per cagion tua?