— Oh! guarda chi vedo!... Il nostro caro Prefetto!
Prandino levò la faccia sbattuta dalla veglia e vide Badoero che usciva da Florian in compagnia di tre o quattro giovinotti.
— Ciao, Badoero.
— Che fai qui solo solo?
— Prendo il fresco....
— Vieni con noi da Bauer?
— Ti avverto che Bauer ha già chiuso a quest'ora, — disse a Badoero uno della comitiva.
— Se troveremo chiuso, non ci sarà gran male: andremo a battere a qualche altro Caffè. Su, su, levati, giovine sentimentale, e vieni con noi! — e Badoero, preso Prandino per un braccio, lo costrinse a levarsi in piedi.
— Io proporrei di andare a battere dall'Emma! — esclamò uno di quei giovinotti, per lanciare un frizzo a Badoero.
— Nossignori! — rispose questi con fatuità, — dall'Emma non c'è posto per tanta gente! — poi, fermandosi su due piedi: — vi presento mio cugino, il conte degli Ariberti, — disse indicando Prandino alla comitiva.