Finito lo scambio dei complimenti, si avviarono tutti verso la Birreria Bauer; Badoero, allora, prendendo Ariberti a braccetto e tenendolo un po' più indietro degli altri:

— Dimmi, caro prefetto, — gli chiese a bassa voce, — la Contessa t'ha proprio messo in disponibilità, per questa notte?

— Non ti capisco!

Ma Prandino, che invece capiva benissimo, sentì un'ondata di sangue caldo, che gli saliva alla testa.

— È arrivato il Maggiore.... e ti mandano a passeggiare!... Eh! che vuoi farci? Le donne, vecchie o giovani, quando vedono i bottoni lustri, perdono la testa.

— Ma...

— È destino comune, e non c'è che fare; bisogna rassegnarsi, Prandinello mio!..

Prandinello!... Anche Badoero lo chiamava Prandinello come il cavalier Pinocchio!...

Ariberti, però, non se la prese con Badoero per quelle parole, ma invece gli proruppe nel cuore un impeto d'ira, quasi di odio, contro l'Elisa. Sentì allora, per la prima volta, che fra lui e quella donna era proprio tutto finito. Difatti, se anche l'Elisa, per un'ipotesi, avesse ripreso a volergli bene come prima, tanto e tanto nell'opinione del mondo egli oramai non era più il suo amante. E l'opinione del mondo, si sa bene, presta a certi amori le loro più care attrattive. Prandino però non volle mostrare al cugino che egli soffriva per quello smacco. Invece si sforzò di fare il disinvolto, di parer spiritoso e lieto confessando a Badoero che il Maggiore capitava proprio in punto a sollevarlo d'un grande imbarazzo. Lui non negava di aver amato l'Elisa, e molto: ma adesso quella catena gli si faceva ogni dì più pesante; insomma, era stufo di rappresentare il moroso de la nona a tutto pasto, e domandò a Badoero se non trovava che oramai la contessa Navaredo era una donna andata. Egli sperava che Badoero gli dicesse di sì; sarebbe stato un conforto al suo dolore.

Andata proprio no, — rispose Badoero: — Certo, comincia a essere un po' troppo grassa, ma si conserva ancora piacente e poi sa truccarsi bene, come dice l'Emma.