— Al lansquenet.

— Al lansquenet? — Non lo ricordo bene, — rispose Prandino, che invece quel giuoco non lo conosceva punto.

— Oh, è facilissimo: non puoi sbagliare! Guarda: io tengo banco e scopro due carte: la prima è il due di spade, la seconda il cavallo di coppe. Se adesso, sfogliando il mazzo, scopro prima un due qualunque, ha vinto il banco: se invece è un cavallo, ha vinto chi punta.

— E quanto si punta?

Prandino era sbalordito: la birra bevuta, il cognac, quel caldo soffocante e i dispiaceri che gli cocevano nell'anima, tutto ciò lo faceva star male.

— Facciamo il solito? — domandò Badoero, guardando in giro i suoi compagni.

— Sì, il solito! — risposero insieme, meno Prandino, ch'era nuovo della partita e non ne sapeva nulla.

— Allora, — e Badoero si volse a Prandino, — non puoi puntare meno di cinque lire. Se vuoi, perchè tu veda meglio com'è il giuoco, faremo una levata noi due soli.

Ciò detto, il giovinotto cominciò a sfogliare le carte con una prestezza che mostrava come ci avesse fatto la mano, e si fermò, che aveva scoperto il due di denari.

— Ecco, è fatto: ha vinto il banco.