Era una giornata fresca, di burrasca; la laguna era mossa, il cielo scuro, minaccioso, e il vento che soffiava forte contro i tendoni del vaporetto, ne rallentava la corsa, aumentando così l'impazienza e l'infelicità di Prandino.
Quando arrivò sulla terrazza, vide subito l'Elisa che stava appoggiata al parapetto, guardando il mare grosso, agitato, sul cui ondeggiamento d'un verde cupo, rotto qua e là da strisce più chiare, correvano, moltiplicandosi, creste mobilissime, bianche, candide come spuma di latte.
— E dunque? — le domandò l'Ariberti, quando le fu vicino, e con due occhi gonfi, umidi, fissò la Contessa che, per maggior disgrazia, gli pareva molto più bella del solito.
Elisa lo guardò con tenerezza, e poi, chinando la testa in aria di vittima rassegnata, sospirò così forte, da mettere in grave pericolo le maglie della sua giacchetta attillata.
— E dunque?.... — ripetè l'altro, col cuore che gli batteva violentemente.
— Dunque.... continuate a volermi bene, ma come a una vostra mammina.
E mentre il vento le portava sulla faccia e sul collo gli spruzzi freschi, voluttuosi, sollevati dai cavalloni del mare, che, rompendosi contro la spiaggia, correvano rumoreggiando sotto il tavolino scosso, traballante per quegli urti impetuosi, ella raccontò a Prandino, senza neppure un tremito, e senza nessuna reticenza, che aveva dovuto cedere alle istanze del sotto-prefetto, alle preghiere e alle minacce della Cecilia, e che si rassegnava, vittima dell'altrui volontà, a sposare il marchese Del Mantico, pel quale sentiva molta stima e punto amore.
Prandino la lasciò dire senza mai interromperla: non poteva parlare, perchè aveva la gola stretta, serrata. Rimaneva dritto in piedi, immobile, duro e mentre con una mano si teneva sodo il cappello contro la fronte, le lagrime gli colavano dagli occhi e dal viso smorto e si fermavano qua e là, luccicanti, sull'abito nero. Non vedeva nulla, nè l'Elisa, nè nessuno: vedeva solo il fondo buio, deserto del mare. Aveva il capo intronato dal vento e dal fragore delle onde, aveva il cuore rotto, spezzato; ma però sentiva bene, sentiva vivo, quel suo dolore così grande che lo avvolgeva tutto, che gli toglieva ogni altra forza, che gli levava dall'anima ogni altro sentimento.
Quando l'Elisa si allontanò da lui, egli la lasciò andar via senza fare un passo, senza nemmeno salutarla.
— “Guarda don Bartolo — sembra una statua!....„