Prandino, al racconto, sentì in tutto il corpo un senso vivo di ribrezzo. Scegliendo quel genere di morte, sott'acqua, non aveva riflettuto al pericolo d'essere mangiato vivo.... o anche morto, che, quasi, gli sarebbe spiaciuto ugualmente. No, no; bisognava trovare un'altra specie di suicidio: col freddo che aveva intorno, avrebbe preferito piuttosto di morire nel fuoco, bruciato; tanto più che quella massa enorme, spaventosa, d'acqua ondeggiante e quegli odori acuti d'effluvi salini, gli davano nausea!....
Voleva finire i suoi giorni a Vicenza, dov'era nato. In quel momento supremo, voleva trovarsi vicino a sua madre.... Voleva abbracciarla un'ultima volta, povera mamma!.... A Vicenza, ancora, non si saprebbe nulla del matrimonio della Contessa, e fino a domenica, c'era tempo; questa proroga se la poteva concedere senza offendere la fermezza del suo carattere, essa, invece di distoglierlo, lo rendeva più saldo nel suo proponimento.
Quando uscì vestito dal camerino, trovò sull'uscio i battellieri che lo avevano salvato, col cappello in mano, che aspettavano la mancia. Nè si accontentarono così facilmente. Erano in tre e ci vollero cinque lire.
Per bacco: avevano salvato un conte, non una persona qualunque!
Prandino pagò, sospirando, e pensò che a Venezia tutto era caro, e che non si poteva nemmeno tentar di morire senza spendere quattrini. Ma ci sarebbe da scommettere, a ogni modo, che quelle cinque lire lì, trovò che erano meno buttate via delle altre spese la sera innanzi, nella bottiglia di birra inglese.
Uscito fuori dai corridoi, era in preda a una viva preoccupazione: schivare in tutti i modi di incontrarsi colla Contessa. Non voleva rivederla più: gli avrebbe fatto troppo male.
Questa volta, la sorte fu mite: gli risparmiò quell'angoscia. Ma non così potè schivare Jamagata, che adocchiò, appoggiato alla porta del Caffè Ristorante, colla faccia melanconica, d'una tristezza gialla, che faceva ancora più pena, mentre Potapow, di lietissimo umore, lo tormentava con facezie un poco spinte.
— Allez vous à Venise? — chiese Jamagata a Prandino, che passava dritto, fingendo di non vederlo.
— Oui, monsieur. Vado a Venezia.
— Si le temps n'était si mauvais, je viendrais moi aussi.