— Subito?
— No, domattina, colla prima corsa. — Bisognava che si mettesse in letto, aspettando che si asciugasse un po' la sua roba.
— Allora c'è tempo.
— Non importa: il conto lo voglio subito.
Levato il dente, come si dice, è levato il dolore; e poi adesso Prandino avea premura di vedere il conto dell'albergo, per sapere quanto denaro gli restava da portar a casa.
— Il quaranta parte con lei?
— No!
L'Ariberti diventò rosso fin alla punta dei capelli. Quel petulante di portiere aspettava allora a diventare verboso!
Venuto il conto, pagato, preso un biglietto di seconda classe alla ferrovia, tutto sommato gli rimanevano ancora cento dieci lire. Dunque non gliene occorrevano che settecento quaranta per Badoero!!... A questa scoperta gli si allargò il cuore; ma per poco. Tant'è, domenica non le avrebbe avute, nemmeno ridotte a settecento quaranta, e però il conte Eriprando degli Ariberti era sempre vicino al fallimento.
Maledetto il giorno ch'egli era partito per Venezia. Maledetta l'Elisa, il Maggiore, il Badoero e le bagnature!...