Ma che diamine era accaduto?!... Chi aveva sfregiato quel ritratto?!...

Prandino lo prese e si avvicinò alla finestra per osservarlo meglio e, dominando la sua agitazione, rimase là lungamente, serio, attento, pensoso, col ritratto fra le mani.

Ma però, mentre fissandolo aggrottava fortemente le ciglia, il suo respiro, l'ansia del suo petto diventava meno grave, meno affannosa. Che cosa era dunque successo?

Una mosca, una grossa mosca di certo, si era fermata sul naso della contessa Navaredo.... (vedete un po' la Provvidenza, quali forme si compiace di assumere?!...) e lo aveva macchiato con una patacca nera, rotonda, che cambiava affatto l'espressione di quel viso così caro a Prandino.

Egli la guardava sempre attento, ostinato, ma la figurina gentile, romantica, al chiaro di luna, coi capelli biondi, cadenti lungo le spalle, veduta con quella macchiaccia sul naso, non era più la stessa.

La testolina bianca, pensosa, tutta raccolta e mollemente chinata sul libro che teneva aperto fra le mani, quel profumo, quell'aria di sentimentalità verginale, stonava maledettamente dopo il tiro fattole dalla mosca birbona, e non era più dolce, non era più poetica, ma diveniva una cosa buffa; buffa e grottescamente ridicola.

Prandino continuava a restar là, dritto, immobile, guardando il ritratto dell'Elisa, e a poco a poco non tremava più: a poco a poco poteva fissarlo senza paura, senza che la sua testa gli andasse in fiamme.

Accadeva un fatto curioso, una combinazione strana: mentre la figurina al chiaro di luna, con quello sgorbio sul naso, non pareva più la stessa, tuttavia rassomigliava però sempre alla contessa Navaredo. Anzi, a Prandino pareva quasi che le rassomigliasse di più. Sempre, ben inteso, com'era ne' suoi momenti meno felici.

Uno dei primi giorni in cui le signore avevano cominciato a usare quella maglia scura così attillata, l'Elisa ne aveva indossata una tanto stretta, che le gonfiava il collo e la faccia: e il ritratto, adesso, faceva ricordare l'Elisa com'era appunto in quel giorno!

Anche allora era ridicola a voler fare la bambina, coi passettini corti corti, per le sottane che le impacciavano le gambe, e a volersi stringer tanto da soffocare, per avere un po' della Sarah Bernhardt.... — con quella ciccia!..