Domandò subito che cosa volesse dire quel baccano e gli fu risposto ch'era tutta gente che volea imbarcarsi per andare al Lido, a vedere il levar del sole.
Prandino non aveva veduto mai levarsi altro sole che quello di cartone del teatro di Vicenza nel terzo atto del Profeta; era abbastanza naturale che gli venisse voglia di quel nuovo spettacolo. All'ufficio, tanto, non dovea presentarsi prima delle nove, in letto oramai non ci sarebbe più ritornato, dunque bisognava trovar modo di passare quelle ore.... Si cacciò nella folla, lavorando di gomiti, finchè riuscì anche lui a prendersi il biglietto e ad imbarcarsi.
Quando il vaporetto si fermò al Lido, cominciava già l'alba. Tutta, quant'era lunga, la strada che conducea verso il mare, era piena zeppa d'un via vai affollato, che parea una fiera. E in mezzo a quella calca, a quella ressa d'uomini e di donne d'ogni età, d'ogni grado, spiccava, sotto il ricco cappello a piume larghe, svolazzanti, un profilo pallido, delicato, sbianchito dalla veglia, vicino al viso rosso, acceso, della popolana in zendado; qua e là qualche faccia assonnata d'inglese o di tedesco, si guardava attorno stupita fra le risa, i canti e le beghe, fra lo schiamazzo, il rumore, la confusione dei tramways e degli omnibus carichi, che passavan di corsa battendo le sonagliere, dei conduttori e dei vetturini, che davan l'avviso sonando il fischio e la cornetta, gridando e schioccando le fruste: e tutto quel frastuono assordante, tutto quel brulichìo confuso, scomposto, tutto quel contrasto, quella mescolanza di vesti, di tipi, di facce, di colori, nella luce così debole, così sbiadita dell'alba, presentava un tutt'insieme strano, originale, produceva effetti nuovi ed inaspettati.
Mentre Prandino stava per montare sopra un tramway, si sentì prendere per un braccio; si voltò: era il cugino Badoero, che saliva anche lui, per andare a sedersi poco discosto dall'Emma, con la quale scambiava occhiate, sorrisi e altri segni d'intelligenza.
— Ciao, Badoero!
E Prandino respirò pensando che le ottocento cinquanta lire gliele aveva pagate.
— Ciao, mio caro! Che vuol dire che non sei più in prefettizia?.... Hai forse dato le dimissioni?
Prandino arrossì, perchè la giacchettina dei fratelli Bocconi, a quell'ora, non facea troppo bella figura.
Intanto il tramway si mosse e Ariberti non rispose nulla.
— Sei tornato da Vicenza per la festa del Redentore?.... E la vuoi chiudere anche tu al levar del sole? Bravo; fai benone! Già, adesso, ti fermerai a Venezia per un altro po' di tempo, non è vero? Ci ho proprio gusto!.... Ma guarda che fatalità: se tu arrivavi un giorno prima, potevo ancora presentarti alla principessa di Lentz.