— Grazie.

— Ma invece s'è imbarcata stanotte per Trieste. Oh, le è spiaciuto assai di non averti conosciuto.

— Sarà per un'altra volta.

— Già, già, s'intende!.... Ma, a proposito, dimmi un po', tu non la devi conoscere la grande novità di Venezia!?

Prandino fe' segno di no, colla testa, ma provò uno stringimento di cuore: temeva che il Badoero volesse alludere al matrimonio dell'Elisa. Per lui, povero Prandino! non si poteva dare una novità più grande!

Invece Badoero gli contò che dovea esserci un duello fra Potapow e Jamagata, in seguito a un diverbio successo al Lido e al quale, in parte, aveva assistito anche Ariberti. Aggiunse che il merito della riconciliazione era tutto suo; ma che ce n'era voluto; aveva dovuto adoperare una gran diplomazia e una grand'arte per riuscirvi.

— Per me, sai, il condurre due amici sul terreno, mi ripugna. Piuttosto, guarda, mi batto io dieci volte; in parola d'onore! Non si scherza colla pelle degli altri: è una responsabilità gravissima: un duello non si sa mai come vada a finire. Ramolini, che sa bene quello che si fa, richiesto da Potapow perchè lo servisse come secondo, non ne ha voluto sapere. Un duello — mi diceva — è sempre un rischio: si può risolvere con una graffiatura, come invece può avere conseguenze gravissime.

— Ha ragione.

— Per bacco, se ha ragione! Ragione da vendere!

— Hai ricevuto non è vero?... Hai ricevuto una mia lettera? — gli chiese poco dopo l'Ariberti, quando vide che Badoero non si risolveva mai a ringraziarlo.