E la Contessa lo guardò in modo, che l'altro dovette arrossire. Gli era sfuggita una goffaggine, e se ne accorse subito; ma, sempre, il primo momento ch'egli si trovava con Elisa, provava un impaccio, una soggezione, che non potea superare.

— Iersera, ho ricevuto una lettera da mia figlia.

— Buone nuove?

— Sì, buonissime.

— E laggiù come si trova?

La contessina Cecilia, la chiamavan così per un riguardo alla mamma, aveva sposato l'avvocato D'Abalà, sotto-prefetto a Maremma.

— Non troppo bene, anzi finchè a mio genero non daranno un'altra destinazione, fa conto di ritornare a star con me.

A questa notizia l'Ariberti sorrise; ma a denti stretti.

— Ci son dei saluti anche per lei.

— Grazie mille, Contessa.