Elisa, ch'era vicinissima a lui, gli appoggiò la testa sul petto, poi gli si piegò addosso, stanca, quasi priva di forze, colle braccia abbandonate, chiudendo gli occhi, palpitando, traendo dal seno ricolmo lunghi e grossi sospiri.
Egli si guardò attorno.... incerto, timoroso. Capiva che avrebbe dovuto essere ardito; ma non l'osava. Invece la baciò appena, leggermente, sui capelli, e le disse piano, con la voce strozzata:
— Sarà sempre la stessa cosa, ve lo prometto.
Elisa ebbe un nuovo fremito, lo strinse lei al cuore, con una stretta nervosa, convulsa: l'altro mantenne la data parola.
Imbruniva; la pioggia ritornava a cader giù fitta fitta, e anche il capanno cominciava a gocciolare da tutte le parti.
La contessa Elisa socchiuse gli occhi, come se si destasse allora, poi si rizzò e:
— Grazie, — gli disse lentamente.
— Addio.... Contessa!
— Andate via?
— Sì.