Intanto i due uccelletti eran rimasti liberi e padroni del campo. Volavano a capriccio, dalle aiuole fiorite alle frondi verdi della siepe; poi battendo l'ali tornavan giù a bere l'acqua e a diguazzarsi nel bagnatoio degli zimbelli.

Nessuno al mondo pensava più di fare ad essi alcun male.

Giacomo, appena li aveva notati, s'era levato lui, mezzo da sedere, aspettando che dal casotto venisse data la tirata. Ma nel casotto sembrava che tutti fossero morti o, per lo meno, addormentati. Allora il villano die' in una grande sghignazzata, si strinse nelle spalle e si buttò a svoltolarsi, come un puledro, fra l'erba umida della riva.

Dei soffi d'aria leggeri correano sfiorando la terra, piegando le foglioline dell'erba, facendo stormire le fronde spesse delle siepi; lunghe ondate di profumo vagavano nell'aria, e qua e là qualche ranocchio che si godeva il sole sull'orlo del fossato univa di tratto in tratto, il suo gracidare monotono, ai canti acuti, squillanti, stonati che uscivano dall'uccelliera.

Giacomo, supino, stette là lungamente a beversi in un assopimento stanco quella luce calda e snervante; ma poi quel grande barbaglio del sole lo accecò e allora stirandosi e sbadigliando, si tirò giù, sulla faccia rosolata, il cappellaccio nero, bisunto e sformato.

I fringuelli continuavano intanto a godersi lietamente tutta quella pastura. Eran tornati a rivolare sulla siepe e dalla siepe al boschetto, e dal boschetto alle aiuole, e adesso salterellavano tutti e due sul tetto del casotto.

S'inseguivano, si sfuggivano, poi ritornavano ad accoppiarsi per scappar via un'altra volta, ma sempre continuando a pigolare, con dei gorgheggi, ch'erano le note più dolci del loro linguaggio.

Dal tetto, vispi, pettegoli, curiosi, scesero in cerca di becchime fra le fronde secche delle pareti, poi, temerari, vennero a posar proprio, bezzicandosi, sulla corda dello spauracchio ch'era là distesa, abbandonata e, dopo, tutti e due vicini vicini, pigolando sempre, s'inseguirono fino sull'assicella del finestrino: ma allora ci fu qualche cosa che li impaurì all'improvviso, perchè d'un tratto volarono via, spionciando spaventati e andarono dritti dritti, a cader giù perdendosi nei campi lontani.

CAPITOLO V.