— Sì.... lo han ripreso, — disse tutto abbattuto e colla voce fioca. Il sacrificio era consumato: altre quattro lire e cinquanta centesimi se n'erano ite.
— Ha veduto?... Ma sicuro che bisogna muoversi, che bisogna parlare, e anche saper mostrare i denti se occorre! Andiamo, si svegli adesso, e mi aiuti un po' a portar questa roba. Prenda in mano quelle due sacche, quella scatola e quella cappelliera e andiamo fuori: il treno è arrivato.
Si mossero tutti e due, e l'Elisa dietro, dritta, silenziosa, senza occuparsi di nulla, lasciando ogni briga alla Cecilia, come se fosse lei la mamma. Gegio era sempre fra le gambe di chi aveva più fretta e voleva sempre dare la mano a chi le aveva ambedue impedite.
Il trovare buoni posti e l'accomodarsi nello scompartimento, non fu la cosa più facile del mondo. Il conte degli Ariberti era già andato innanzi e indietro per due volte, quant'era lungo il treno, seguendo la Contessina che correva su e giù, brontolando e spaventando i viaggiatori, che erano già dentro le carrozze. Vedendola così trafelata e con tutta quella roba, chiudevano in fretta gli sportelli, oppure si affacciavano in piedi all'ingresso, per preservarsi da quell'invasione.
— Partenza!... Padova, Mestre, Venezia!... Primi posti avanti, secondi indietro, terzi in fondo!...
L'Elisa, che passeggiava in su e in giù anche lei, ma lentamente, per conto suo, vide uno scompartimento dove c'erano dentro solo due inglesi maschi, seduti l'uno di faccia all'altro. Chiamò la figlia e vi salirono su tutti e quattro.
Prandino là dentro, fra quei due musi seri seri, che non si scomodavano, che non gli davano posto, che non si movevano nemmeno per restringere la loro roba che, sparsa com'era, di qua e di là, occupava tutta la rete, sentiva un grande imbarazzo e anche una certa soggezione. Quell'ambiente ricco e severo della prima classe, se era quello del suo sangue, non era però quello della sua borsa.
Egli, in certo modo, invidiava un po' la disinvoltura di Gegio, il quale aveva già camminato pacifico sui piedi dell'Inghilterra, e poi, dando una inciampata fra le gambe di uno dei due, s'era voltato per dire alla contessina Cecilia: — guarda, mamma, come sono brutti!
Ma la Contessina aveva altro pel capo. Era in piedi, tutta occupata a disporre le sacche e le valigie.
— Con permesso, pardon, scusino, già ci deve essere posto per tutti; abbiamo pagato anche noi.