Per chi non è avvezzo a viaggiare, il momento di uscire, stipato fra la gente, dalla stazione in una città grossa, dà sempre un certo impiccio: figuratevi poi Prandino, il quale, con quel po' po' di peso che aveva sullo stomaco, arrivava per l'appunto a Venezia, dove non era mai stato, fuorchè una volta sola, da ragazzo.

Dopo di avere attraversata quella tettoia lunga, bassa, stretta, scura della stazione, egli si trovò, tutt'a un tratto, in faccia del Canal Grande, dove le acque e il cielo e la terra si confondono amorosi in una festa di colori. E lì, attorno all'uscita, sul piazzale, c'era una folla di gondolieri e di servitori d'albergo: i gondolieri sbraitavano, si spingevano l'un l'altro, si sbracciavano; volevano impadronirsi per forza dei viaggiatori.

Vorla una gondola, signor? Una bela gondola, a un remo, a do remi — pronta!....

I servitori d'albergo, invece, tutti in fila, più gravi, più composti, non facevano altro che ripetere:

— Albergo d'Italia! Grand HôtelCapelo! Al Vapore! Pension Suisse! La luna! Hôtel Vittoria!

Prandino era rimasto a bocca aperta; quelle grida lo stordivano e guardava trasognato lo spettacolo del Canal Grande, con quella larga striscia di gondole che formava giù come un'altra riva mobile, irrequieta, sotto quella bianca, solida, di pietra, e il verdastro dell'acqua, e il brulichìo di tutta quella gente affaccendata, e più lontano il ponte grigio che parea trapunto.

— Mi dia lo scontrino. Anderò io a farmi consegnare il bagaglio. Lei, intanto, prenda una gondola, ma badi bene di contrattare prima, se no, vogliono il doppio. Tu, mamma, vieni con me, — continuò la Cecilia, rivolgendosi all'Elisa, che camminava passo passo, colla sua andatura molle e sentimentale, guardandosi intorno con una certa noncuranza che la faceva parere una dama inglese da strapazzo. — Tu, mamma, vieni con me. Quattrocchi ci vedono più di due, e poi, alle volte, non si sa mai, potrei dimenticarmi qualche capo....

Questo pericolo non c'era proprio.... piuttosto ci poteva essere l'altro, che se ne ricordasse uno di più!

— Tu, Gegio, sta bono, resta col Conte.

— No! Io voglio andare colla mamma grande!