— Esce solo?.... Senza aspettarci? — gli domandò Elisa un po' inquieta per quegli indizi di ribellione.

— Voglio passare da mio cugino Badoero. Non si sa mai, potrei ritornarmene via presto da Venezia, anche domani forse, e, a buon conto, desidero prima salutarlo.

— Faccia pure il suo comodo.

— Fra una mezz'ora, fra un'ora, forse, tutt'al più, sarò certo di ritorno all'albergo.

— Faccia pure, faccia pure. Vuol dire che, se noi saremo uscite, ci ritroverà in piazza o al Caffè.

— A qual Caffè? perchè, suppongo, ce ne sarà più d'uno anche a Venezia.

— Al Florian. Dovrebbe saperlo: la buona società non va altro che al Florian.

— Ma come vuoi che sappia lui queste cose? — saltò su a dire la Cecilia — se ti prende ancora un battello per una gondola!

L'Ariberti arrossì dalla rabbia e avrebbe dato dieci lire, delle dugento sessanta circa che gli rimanevano, per potersi sfogare tirando le orecchie ben bene a quel monellaccio di Gegio, che, dopo la risposta impertinente della mamma, s'era messo anche lui a dar la baia a Prandino e non la finiva più di gridare a perdifiato:

— Oh bello! oh bello!.... per una gondola prende un battello!....