— Mi vuoi bene?
— Dammi un bacio, bambino.
Il giovinotto si volse indietro a guardare, e poi fe' cenno alla donna che sarebbero stati veduti dal gondoliere. Ma tutto ciò fu un pretesto; egli allora non si sentiva la volontà, il desiderio di darle un bacio. In quel punto non sentiva di amarla. L'Elisa, quasi quasi gli era indifferente e, peggio, quasi quasi gli spiaceva. Mai come in quella sera e in quel momento egli aveva sentito l'amore, ma non era l'amore che gli poteva dare la donna viva e sensuale.
Egli si sentiva commosso da un sentimento vago, etereo come quel cielo vaporoso, casto come il cristallo di quell'acqua intatta. Era un amore che gli entrava nell'anima per la prima volta colle prime impressioni subite in quel luogo d'incanto, e così nuovo per lui: però era infinito come l'idea e usciva dalle ristrettezze della materia per diffondersi nella vastità del pensiero.
L'Elisa aveva perduti tutti i suoi fascini, tutte le sue seduzioni. Nessuna donna di questo mondo egli avrebbe sentito in quel punto di poter amare, nessuna donna fino allora conosciuta poteva prestare le sembianze all'ideale della sua mente. Soltanto là, in alto, in alto, nel fondo di quel cielo leggero come il fiato di una fanciulla, egli intravedeva una forma vaga, diafana, indistinta che non avea mai veduta e che non avrebbe veduta mai: che si avvicinava a poco a poco al suo pensiero, per scomparire a poco a poco simile a sognato fantasma che fugge via dissipandosi coi primi bagliori dell'alba.
— Vuoi che torniamo, bambino?... — gli disse l'Elisa alla fine, stringendosi attorno lo scialle con un brivido di freddo.
Il gondoliere voltò la barca, tornò indietro, e poi venne giù verso il Canal Grande.
Appunto perchè quelle impressioni erano state così forti e improvvise, appunto perciò, si dissiparono subito, appena finito l'incanto che le avea suscitate. Invece lo spettacolo nuovo che gli si preparava e che contrastava singolarmente col primo, ne produsse in Prandino altre del tutto diverse da quelle, ma non meno vive e sentite.
Dopo tanta luce, adesso la gondola, sempre lenta, sempre leggera e dondolante, si sprofondava nelle ombre misteriose del Canal Grande.