A mano a mano che s'inoltrava, la Venezia dei Dogi e delle feste, della voluttà e dei piaceri, del Messer Grande e delle cortigiane, si faceva strada non più nell'anima, ma nei sensi di Ariberti. Allora Otello e Desdemona, Bianca Cappello e la Faliero, Alfredo de Musset e la Sand, Byron e la Guiccioli, la leggenda e la storia dei vecchi palagi ingigantiti dalle tenebre gli risollevarono nella mente la memoria di quegli amori, gli riaccesero nel sangue il calore di quelle passioni: non era più una forma vaga, indistinta, lontana, che rischiarava adesso il pensiero dell'Ariberti, ma su quelle acque cupe come l'abisso egli sentiva correre aliti di sensualità acuti, penetranti, e vinto dalle nuove seduzioni tornò lui questa volta a piegarsi sul trasto e chiese un bacio all'Elisa che non gli venne negato.
— Ahoé! — gridò il gondoliere che piegava per entrare in un rio.
— Stalì! Ahoé! — rispose vicina un'altra voce, e una gondola a due remi, nella quale si distinse appena un'immagine bianca di donna, che sorrideva mollemente sdraiata ad una figura bruna di giovanotto, uscì velocemente perdendosi nelle tenebre lungo il canale: era un'altra strofa, che si dileguava nell'ombre, di quel poema eterno dell'umanità che a Venezia ha il suo canto più vario e più appassionato.
CAPITOLO VIII.
Il giorno dopo faceva un tempaccio indiavolato. Era una burrasca di mare: pioveva a dirotto e soffiava un vento freddo giù per le calli, che sbatteva gli ombrelli contro le mostre delle botteghe e agitava l'acqua verde dei rii. Nessuno, tranne qualche matto d'inglese o di tedesco, si sarebbe sognato d'andare al Lido.
L'Elisa, un po' stanca dal viaggio e dalla notte che aveva passata in gondola, rimase a letto fin tardi, indugiò ad abbigliarsi e fu visibile soltanto all'ora del pranzo, chè, in negligé, non si lasciava mai veder da nessuno; e si capisce!...
La Contessina invece, dovendo restar chiusa in albergo, approfittò del suo tempo per disfare le valigie e regolare i conti con Prandino, al quale non parve vero di entrar quasi nel suo, quantunque, per dire la verità, non ci fosse pericoli.
Colla sua solita pazienza e timida rassegnazione, si digerì poi una solenne lavata di capo dalla Cecilia a proposito della mancia ch'egli aveva creduto di mettere in mano, senza prima parlare con lei, all'uomo del battello: questi, alla fine, li aveva canzonati per buscarsi lui quella corsa dalla stazione all'albergo, e non meritava certo che i gonzi lo regalassero anche per soprammercato!...
Prandino del resto lo sapeva già, che non l'avrebbe passata liscia senza pigliarsi un rabbuffo! Che!... Quando doveva metter mano alla borsa, non c'era versi, madama D'Abalà diventava rabbiosa, bisbetica, insopportabile; e allora gli occhietti guardavan losco e si faceva in faccia tutta rossa, e non le rimaneva di bianco altro che la punta sottile del suo naso minuto.