— Ciao, mio caro!
— Se lo permetti, — e Prandino gli parlò all'orecchio stringendogli un braccio colla mano, — ti presento alla contessa Navaredo, di Vicenza, e a sua figlia, la contessina d'Abalà.
Badoero, che in tutte quelle bagnanti cercava invano una mima del teatro del Lido, per la quale sentiva del tenero assai, continuò a guardarsi d'attorno, ma rispose un ooh! lungo, eloquentissimo, accompagnandolo con un inchino e mosse dietro ad Ariberti, che camminava male fra tutta quella gente stipata, dispensando altrettanti pardon! quante erano le punte dei piedi che incontrava colle sue.
— Contessa, Contessina: il conte Badoero, mio cugino.
Questa volta furono le due signore che mormorarono un ooh! molto più debole però e molto più corto, chinando il capo leggermente. L'Elisa arrossì: già, alla sua età, aveva imparato ad arrossir sempre, quando credeva che le stesse bene.
— È la prima volta quest'anno che vengono al Lido? Già, già, sicuramente, perchè Ariberti m'ha detto che sono arrivate appunto l'altro giorno. Venezia però la conoscono? Non si domanda nemmeno, diamine! da Vicenza a Venezia è la corsa di un paio d'ore. Che tempaccio ieri! Loro signore non avranno preso il bagno, mi figuro?... Sfido io! chi doveva arrischiarsi, ieri, d'andare al Lido? Non ci fu altri che quel matto di Roders, un americano, un mio amico, che ha fatta la traversata in sandolo.
— Quanta gente che continua a salire! — esclamò la Cecilia accomodandosi sul cuscino e stringendosi vicino all'Elisa. — Vorrà dire però che quando saremo stipati come le acciughe chi sarà capitato tardi se ne ritornerà indietro.
— O aspetterà un altro vaporetto. Già, partono ogni venti minuti.
— Oh mio Dio, mio Dio! che puzzo di carbone! Che, che! io non ci posso resistere, non voglio già beccarmi il dolor di testa per nessuno, io! — esclamò la Cecilia quando proprio il vaporetto era pieno.
Non c'era verso, dovettero passare dall'altra parte, urtando e pigiando quella folla, la Cecilia facendosi da guardinfante colle due mani e fissando la gente, che stentava un po' a muoversi, cogli occhietti loschi dalla bile.