Famiglia delle Poliporacee
Genere Boletus.
Funghi carnosi, muniti di cappello e gambo, con anello o senza, ma non volvati; imenio, cioè la parte inferiore del cappello, formato da uno strato di tubetti saldati insieme, facilmente staccabile dalla carne del cappello; bocche dei tubetti, che si chiamano pori, rotonde o angolate; spore giallognole, per lo più a forma di mandorla allungata e liscie; raramente globose o ovate e con episporio granuloso o aculeato.
Boletus luteus Linn. — Tav. LXXXV.
Ital. Boleto giallo. Volg. Fong delle caure, Brisa falsa. Franc. Cèpe jaune. Ted. Butterpilz.
Ha cappello da emisferico piano-convesso, da prima coperto di un glutine fosco-cioccolata o violaceo-scuro, poi giallastro più o meno carico a seconda dell'età o del tempo umido o asciutto; tubi gialli, cogli orifizii (pori) del medesimo colore ma che si oscurano nel fungo adulto; gambo solido, cilindrico, talora un po' ingrossato alla base, fornito di anello membranaceo, bianco o con tinta violaceo-cioccolata nella parte inferiore, che poi svanisce lasciando un circolo scuro intorno al gambo, il quale è giallo sopra l'anello e punteggiato di granelli oscuri e sotto l'anello brunastro; carne molle, bianco-giallognola, tinta di carnicino al taglio nel fungo giovane, di odore e sapore appena sensibili; basidii clavati, 24-27 × 6-8 µ.; spore gialle, a forma di mandorla, allungate, 6-8 × 2½-3 µ.
Vegeta a preferenza nelle pinete della zona delle valli e montana; a Trento si trova a S. Antonio, S. Rocco, dall'agosto al novembre.
Il Boleto giallo è poco conosciuto nel Trentino, mentre in Germania, Boemia ecc. viene recato in gran quantità sui mercati e considerato come specie mangereccia molto apprezzabile. Conviene però raccoglierlo a tempo asciutto, quando la viscosità del cappello è sparita, e prepararlo per la cottura levando l'epidermide del cappello, lo strato dei tubetti che formano la parte inferiore dello stesso, l'anello e la parte inferiore del gambo.