Gian Giacomo, accommiatando tutti quei che il seguivano, ad eccezione del conte Borromeo, dell'Altemps, del fratello Agosto e del Sarbelloni, uscì dal padiglione e recossi con essi loro nella casa in cui abitavano le di lui sorelle colle cugine, ove per suo comando era stato disposto un sontuoso pranzo.
Diede termine ai giuochi nel circo l'arrivo colà annunziato di quantità di vettovaglie e botti di vino, recate entro barche dal Castello, da cui appena scaricate se ne fece larga e pubblica distribuzione, per il che erettesi prestamente nuove tende per tutto quel lido, nell'interno stesso dello steccato i terrazzani colle loro donne e fanciulle frammisti agli uomini d'armi, ai rematori, seduti in gran numero di distinti crocchii, si diedero lietamente a mangiare e vuotar tazze, con chiasso infinito di grida, di scoppii di risa, di canti e di evviva diretti la maggior parte al Castellano, il cui rimbombare giungeva grato e soddisfacente all'orecchio e scendeva al cuore dell'ambizioso Medici, e si spandeva lontano per le sponde, annunzio ai discosti del festevole universale tripudio che regnava sulla riva di Musso.
CAPITOLO DECIMO.
S'ei non potesse
Tutto staccare il suo pensier da un trono
Ch'egli alzò dalla polve?...
Un Duca ardente di conquiste, inetto
A sopportar d'una corazza il peso,
Che d'una mano ha d'uopo e d'un consiglio,
Al Condottier lo chiede, e gli comanda
Ciò ch'ei medesmo gl'inspirò.
MANZONI. Il Conte di Carmagnola. Att. III.
Nel tempo che durarono i giuochi, Gabriele rimasto sempre al fianco di Falco e presso a Rina s'era beato delle più dolci e delle più soavi sensazioni che sia dato provare all'uman cuore. Egli aveva tenuto tenacemente attaccato lo sguardo alle forme dell'adorata fanciulla e sentito nel contemplarle quel compimento di felicità che l'antecedente vaneggiare di sua mente gli aveva lasciato intravedere possibile.
Meno subitanea per vero nacque la gioia nel seno della bella giovinetta montanina. La novità del luogo, la varietà delle cose, la quantità delle persone quivi raccolte recarono sulle prime somma confusione e divagamento nello spirito di lei, che abituata alla solitaria quiete della sua capanna e de' suoi monti, vedevasi per la prima volta in simile rumorosa adunata. Lo splendore, la ricchezza delle armi e dell'abito del giovine Medici, che tanto lo illeggiadrivano e ne rendevano più nobile e interessante l'aspetto, avevano in essa fatta più eminente l'idea dell'alto suo grado, e resa quindi maggiore una certa impressione non mai cancellata in suo cuore, di vergogna, di soggezione portata quasi sino alla temenza per l'affetto profondo per lui concepito e per le illusioni a cui per esso s'era abbandonata, la qual cosa unita allo sbalordimento cagionatole dal tumulto che la circondava, le teneva l'anima oltremodo angustiata e sospesa. Allorquando però fu principiata la mimica rappresentazione e tutti gli occhi degli spettatori, compresivi quelli di Falco e della propria madre, furono rivolti attentamente agli attori che comparvero nello steccato, Rina s'avvedendo che quei soli di Gabriele stavano fisi immobilmente sovra di lei, provò un sensibile alleggerimento al cuore e non seppe resistere ai desiderio di girare lentamente il capo e sollevare, sebbene con assai di timidezza e trepidazione, su di lui le pupille. Alla vista del fuoco, dell'espansione, della vita di che mirò animati gli occhi ed i lineamenti tutti di quel caro viso, si sciolse ad un tratto, come neve al sole, ogni titubanza e turbamento che le serrava il petto, e rimirandolo una seconda volta meno pavidamente, sentì scorrere più libero per le vene il sangue acceso da quella fiamma che secreta ardeva in lei con tanta forza.
Lunghi e pieni d'inenarrabile dolcezza furono gli sguardi di quegli amanti, che una purissima voluttà invadea, quella tenera voluttà d'amore a fronte a cui è gelido e fosco ogni altro diletto. Belli entrambi a perfezione nelle loro giovanili forme, la varietà del loro vestimento ne faceva più attraente e singolare la prossimità; Gabriele col piumato elmetto d'argento, collo splendido corsaletto e la ricca spada offriva l'immagine della forza ingentilita che contempla la schietta e semplice bellezza rappresentata da Rina, il cui unico adornamento era un nastro purpureo che le serpeggiava nelle nere e lucide treccie trattenuto da uno spillone d'oro.
Terminati i giuochi del circo, Gabriele volle che Falco e le sue donne prendessero ristoro di scelte vivande ad una mensa ch'era stata disposta in uno de' più addobbati padiglioni per esso lui, pel Cancelliere e pei più distinti Capitani d'armi. Colà venuti e sedutisi tutti intorno al desco, nacquero tra i cibi e il vino i più fervorosi colloquii, e rimbombarono là dentro ripetuti evviva al Castellano come risuonavano all'intorno. Falco, cui la vista dei singolari ed armigeri spettacoli poco innanzi rappresentati avevano esaltato lo spirito, trovandosi fra quel crocchio di cospicui guerrieri commensali che giocondamente seco lui s'intrattenevano, vedendosi dalle cordialità del giovine Medici pagato ad usura dell'affetto che per lui nutriva, lieto in cuore ed animato andava esprimendo co' suoi franchi e robusti modi il suo attaccamento alla causa del Castellano e la speranza che nutriva di cooperare per lui a nuove e più clamorose vittorie. Orsola godeva alla contentezza che leggeva in volto al marito, e frammetteva spesso qualche suo motto alle semplici parole che Rina e Gabriele andavano tramutando, e di cui essi soli però sentivano la vera espressione ed il valore.
I raggi del sole, rivolto al declinare, penetrando obbliquamente per le aperture di quel padiglione, spandevano una luce calda rossiccia che riflettevasi pei vasi, le tazze, il metallo dell'armi e degli addobbamenti, e dava singolare risalto alle forme ed agli abiti di tutti quei personaggi assisi quivi alla mensa. Lumeggiati da tal chiarore apparivano più distinti e caratteristici i volti di que' guerrieri, ne' cui pronunciati lineamenti stava improntata la fiera ed audace vivacità dell'indole, fatta ancora più incontinente e decisa dai fumi del vino senza parsimonia tracannato, che rendeva a molti rubiconde le guancie, e faceva ad altri lucide ed ardenti come carbonchi le pupille. Giovin rosa fra rudi arbusti era Rina in quel convegno; ma benchè non pochi dei capitani vibrassero su di lei furtivi sguardi, nessuno ardì far pure un cenno con atti o con parole che al pudore di lei potesse riuscire offensivo, poichè oltre che i più s'erano avveduti dell'interessamento di Gabriele per lei, era dello spirito dei tempi, che dominava anche sugli animi più inverecondi, il non prorompere alla presenza di donne o fanciulle in motti sconci od osceni.
Dopo alcun tempo da che durava quel convito, e da che i commensali, consunte le vivande, non attendevano che al vuotare i calici ed al novellare, s'udì elevarsi al di fuori un gran clamore con ripetuti prolungati evviva. Erano applausi al Castellano che uscito dalla casa delle sorelle si recava col Borromeo ed il rimanente di sua comitiva alla volta dell'arsenale, con che soddisfacendo al desiderio dal Conte enunciato di esaminare partitamente quel vasto edificio, famosa officina d'armi e di navi, assecondava la propria mira che era di far nascere in lui più grande ed energica l'idea della sua potenza per guadagnarne lo spirito interamente.