"Non lasciarono presidii? non munirono rocche? non devastarono od incendiarono Terre?"

"No. I colpi che loro appoggiammo presso Bellaggio gli stordirono ed ispaventarono in modo, che fuggendo tutti precipitosamente, non si credettero in luogo di sicurezza che quando videro frapposti tra essi e noi i baluardi e le torri di Como".

"Credi tu, mio Capitano (pronunciò Gian Giacomo abbassando maggiormente la voce e stringendo il braccio a Falco presso la mano) che noi non saressimo capaci di scambiare le nostre palle colle loro sotto le mura stesse di Como? che ci sarebbe impossibile il farli sloggiare anche da quella città? Il Baradello è stato da essi medesimi distrutto, ed i bastioni ora esistenti non sono sì alti e massicci da non potervi far breccia o montare colle scale all'assalto".

"Castellano (rispose Falco, sovrapponendo con calore la sua destra mano a quella del Medici che gli stringeva il braccio, poichè quella proposta fatta in tuono confidenziale infiammandogli la mente, il fece dimentico d'ogni differenza di grado), datemi la vostra parola che il più presto possibile ci condurrete innanzi a Como, ed io vi giuro, che se una palla non mi trapassa il petto, pianterò pel primo la vostra bandiera sul baluardo del porto di quella città".

"Parleremo di ciò in altri momenti", a lui rispose freddamente Gian Giacomo ritraendo la propria mano, poichè gli parve improprio quel calore e quella famigliarità con cui il montanaro s'era espresso: "e appunto affinchè io possa aver agio di favellare con te ogni volta che ne avrò piacimento, tu devi determinarti a rimanere qui meco colla donna e la figlia, e rinunziare alla tua abitazione della rupe. Quella casa che vedi là sulla destra al principiar dell'altura, apparteneva al traditore Filippo Tressano; ora è posseduta da me e trovasi vuota d'abitatori, io te ne faccio un dono; va ad albergarvi con tua famiglia, poichè ho brama decisa che tu non ti discosti mai da Musso se non per mio comando".

Falco, confuso e sorpreso da quel dono inaspettato, rimase alcuni istanti in forse, mal sapendo se dovesse rendergliene grazie, o apertamente rifiutarlo, poichè non fu invaso che dall'idea, occorsagli troppo tardi un'altra volta, del sacrificio della propria indipendenza e dell'amore del luogo natio, e mentre raccozzava parole di scuse per temporeggiare a decidersi, essendo tutta la comitiva pervenuta in Musso alla porta della zecca, il Castellano troncò a lui sulle labbra ogni detto, pronunciando rivolto a Gabriele: "Tu che devi amar Falco, e so che l'ami più che alcun altro dei nostri, tu ti assumerai la cura di provvedere quanta fia d'uopo per rendere abitabile la casa di Tressano che ho data a lui: fa ch'egli vi trovi tostamente quanto può desiderare per rimanervi comodamente con sua famiglia, e quanto può valere a compensarlo dell'abbandono che lo costringo a fare del suo abituro di Nesso.--Addio, Falco... addio voi donne; d'ora innanzi noi ben ci potremo più frequentemente vedere". Così dicendo s'accostò al conte Borromeo e lo scortò nell'entrata dell'edificio ove si coniavano le sue monete.

Falco rimase immobile e pensoso alcun momento presso la porta di quel fabbricato, poscia dirigendo la parola a Gabriele che gli si era accostato premuroso d'udire le sue risoluzioni: "Ho deciso, esclamò: accetto il dono che m'ha voluto fare il signor Castellano: lascierò la mia capanna della rupe e verrò a stabilirmi in Musso. Nessuno osi dire però che io mi sono condotto a questo passo per desiderio di dimorare in una grossa Terra all'ombra d'un potente castello: no, per l'anima mia: se Falco si stacca dal suo vecchio nido, se si decide a non rivedere più mai i sassi e gli alberi della sua montagna, è solo per amor tuo, o Rina (e mirò la figlia con uno sguardo da cui trapelava il vivo paterno affetto frammisto al dolore del sacrificio a cui, in suo pensiero, quell'affetto il forzava); per te soltanto io darò un eterno addio alla mia rupe; rinunzierò interamente alla libera disposizione di me stesso per procurarmi la certezza che il piede d'un ribaldo nemico non possa calcare inosservato il sentiero che guida al casolare dove tu dimori e vendicarsi di me nel tuo sangue".

Invaso Gabriele a tali espressioni da inesprimibile contento: "Così operando, disse, tu confermi e dài finalmente esecuzione a quanto ti eri proposto allorchè mi conducesti libero a Musso: allora dicesti che volevi, prima di chiedere altri favori a Gian Giacomo, aver combattuto e vinto i Ducali; la sorte ci ha assecondati, e come tu bramasti, il dono di mio fratello non è che un premio meritato dal tuo valore. Rimane a me solo l'obbligo presentemente di dimostrarti la mia gratitudine, e il farò occupandomi all'istante del fare addobbare d'ogni arredo la casa dei Tressani, che i nostri soldati spogliarono di tutto nel dì che Filippo ci si chiarì traditore". Ciò detto s'incamminava già frettoloso a ricercare uomini ed artieri onde dessero mano sul momento a disporre alcune camere della casa in modo d'essere quella notte medesima abitabili, riservandosi a procurare con miglior ordine e diligenza le altre cose necessarie nella susseguente giornata. Ma il guerriero montanaro richiamandolo il trattenne, poichè sebbene si fosse risolto di cangiare luogo di dimora, non voleva che tale sua deliberazione avesse sì subito compimento, e "Non v'angustiate, a lui disse, onde far preparare la casa per noi, giacchè debbono passare alquanti giorni prima che io abbia fatto interamente sgombro il mio abituro della rupe per venirmene a stare a Musso: ora dobbiamo ricondurci colà, ed io ritornando poscia a questa Terra recherò la maggior parte di quelle cose che debbono bastare all'ammobigliamento dell'abitazione d'un povero alpigiano: Ora Trincone e il Tornasco ci staranno attendendo; essi avranno già staccata la barca e disposto il tutto pel viaggio, e il sole già calato dietro i monti ci avverte che è d'uopo che ci avviamo al lido per partire".

Gabriele nulla osò rispondere, conoscendo per prova quanto fosse vano il replicare contro le risoluzioni di quell'irremovibile montanaro; diede, benchè molto a malincuore e non senza un interno moto di rabbia, segno d'aderire a' suoi detti e si diresse con lui e colle donne verso la sponda. Siccome il battello di Falco era rimasto sin dal mattino presso l'arsenale a poca distanza dalle navi da guerra, ed il luogo ove essi si trovavano al momento che fu risoluto il partire era in una parte di Musso a quella opposta, Falco condotte alla più vicina riva le donne, accennò loro di colà attenderlo, e recossi al sito ove stava il suo navicello per venire quivi a riprenderle, per il che Gabriele restò da solo con Orsola e Rina.

Era sul principiare della sera: l'ultima purpurea tinta del sole sparita ben anco dall'acuta sommità del Legnone lasciava risplendere in tutta la sua argentina luce la luna che apparsa col colmo disco in cielo, i monti di fianco e di prospetto vestiva di bianco lume, e ne dipingeva come brune macchie le fosche masse selvose: terse e placidissime stendeva le sue acque il lago, solo leggiermente increspate qua e là dalle aurette vespertine che uscendo dalle valli aleggiavano di tratto in tratto su di esso, spandendosi come un alito gentile che appanna la lucida superficie d'un cristallo.