Sagramoro appena vide cadere Camarasso gli si avvicinò, lo guatò bene, poi calato il cappello sugli occhi s’affrettò ad allontanarsi di là. Ippolito respirando alfine liberamente, corse d’appresso al proprio padrone, sollecitandolo ad uscire con prestezza da quel bosco ove potevano essere sorpresi. Il giovane Manfredi grondante di sudore, traendo a stento la lena, stava appoggiato alla spada immobile, stordito, nel posto stesso ove aveva scambiato l’ultimo colpo. Lo trasse da quel momentaneo letargo un calpestío che s’udì di cavalli approssimantisi di corsa alla selva. Prima sua cura, anzi che prendere pensiero di sè stesso, fu d’ingiungere ad Ippolito volasse al vicino monastero a chiedere soccorso per il caduto, onde salvarne la vita s’eravi tempo ancora, o per farne almeno raccogliere la salma.

Appena Ippolito, benchè a contr’animo, si fu diretto verso il convento, apparve ansante fuori degli alberi nella rotonda un giovinetto che a passi precipitati accostatosi a Lindo:

— Oh mio contento! (esclamò) non è troppo tardi!... Che veggo?... dunque il cielo fu giusto, le mie speranze son coronate, foste voi che vinceste? — e nel volto a quel giovine, bello come una bellissima fanciulla, brillava un lampo inesprimibile di gioja.

Lindo lo rimirava stupito, e quasi non prestasse fede ai propri occhi: — Voi?... (profferì con trasporto), siete voi veramente?

— Sì, son io: nulla valse a trattenermi. Ben prevedendo jeri a che sareste venuti, feci spiare i vostri passi, seppi l’ora, il luogo e qui venni, o Lindo, per dividere la vostra sorte.

— Oh mia divina Gabriella! quanto amore!... darei per voi mille volte la vita. Sì: noi siamo vendicati, ma ohimè! chi sa quale può essere il mio destino!

— Stanno là fuori tre palafreni: balzate a cavallo e salvatevi prontamente, io vi seguirò col mio servo.

— Ma Brunato vostro fratello!...

— Egli è avvertito di tutto, e ci raggiungerà nel luogo che sceglieremo ad asilo. —

In questo frattempo ritornò Ippolito, a cui tenevano dietro frettolosi due laici del monastero. Lindo pria che giungessero, annunziò al servo in rapide parole la propria partenza, e gli impose che narrando l’evento a suo padre lo accertasse che gli avrebbe prestamente data notizia di sè.