PANIMBOLO. (Non l'interrompete, di grazia: dice assai bene, loda la largitá del suo padrone).

DON FLAMINIO. Volgiti qua, Leccardo.

LECCARDO. O signor don Flaminio, a punto stava col pensiero a voi!

DON FLAMINIO. Parla, ché la tua bocca mi può dar morte e vita.

LECCARDO. Che! son serpente io che con la bocca do morte e vita? La mia bocca non dá morte se non a polli, caponi e porchette.

PANIMBOLO. E li dái morte e sepoltura ad un tempo.

DON FLAMINIO. Lasciamo i scherzi: ragionamo di Carizia, ché non ho maggior dolcezza in questa vita.

LECCARDO. Ed io quando ragiono di mangiare e di bere.

DON FLAMINIO. Narrami alcuna cosa: racconsolami tutto.

LECCARDO. Ti sconsolerò piú tosto.