ANGIOLA. (Fin qui va bene il principio).

DON IGNAZIO. Dite di grazia, non mi tenete piú sospeso.

DON FLAMINIO. Giá è conchiuso il vostro matrimonio.

ANGIOLA. (L'ho indovinata che ragionan del matrimonio di Carizia).

DON IGNAZIO. Con la figlia del conte de Tricarico?

DON FLAMINIO. Giá è contento darvi i quarantamilla ducati di dote e ha fermati i capitoli purché l'andiate a sposar per questa sera.

DON IGNAZIO. O mio caro fratello, o mio carissimo don Flaminio, ché piú desiderata novella non aresti potuto darmi in la mia vita!

ANGIOLA. (Oimè, che cosa intendo! dice che ha conchiuso il matrimonio con la figlia del conte di Tricarico con quarantamilla scudi di dote).

DON FLAMINIO. Con patto espresso ch'abbiate a sposarla per questa sera.

DON IGNAZIO. Or tal patto non potrò osservarlo.