DON FLAMINIO. (Se ben lo veggio allegro, mi sento un discontento nel core; e se ben ho voglia d'intenderlo, li vo innanzi contro mia voglia).

LECCARDO. O signor don Flaminio, buona nuova! la mia lingua non t'apporta piú male novelle.

DON FLAMINIO. E la mia ti apporterá grande utile.

LECCARDO. Non sapete il successo?

DON FLAMINIO. Non io.

LECCARDO. Come nol sai, se il sa tutto Salerno?

DON FLAMINIO. Nol so, ti dico.

LECCARDO. O nieghi o fingi per burlarmi.

DON FLAMINIO. In cosa ch'importa non si deve burlare.

LECCARDO. Io penso che tu vogli burlar me.