DON FLAMINIO. La burla insino adesso l'ho ricevuta in piacere, ma or mi dá noia.

LECCARDO. Lasciarò le burle e dirò da dovero. DON FLAMINIO. Or di', in nome di Dio, e non mi tener piú in bilancia: parla.

LECCARDO. Ho tanto corso che non posso parlare: non ho fiato.

DON FLAMINIO. Prendi fiato; se non, che farai perdere il fiato a me.

LECCARDO. Per la soverchia stanchezza mi sento morire.

DON FLAMINIO. Dammi la nuova prima e mori quando ti piace.

LECCARDO. Quanto ho piú voglia di dire, manco posso.

DON FLAMINIO. Dimmelo in una parola.

LECCARDO. Non si può, perché è cosa troppo lunga né si può esprimere in una parola; e la stanchezza m'ha tolto il vigor del parlare.

DON FLAMINIO. Mentre hai detto questo, aresti detto la metá.