LECCARDO. Ci è qua uomo che ti fará gustare le medesime dolcezze.

CHIARETTA. Sei tu forsi quello?

LECCARDO. Cosí Dio m'aiuti!

CHIARETTA. Tengo per fermo che non ti aiuteria, ché tu hai piú a caro un bicchier di vino che quante donne son al mondo.

LECCARDO. Dici il vero, ma tu sei tanto graziosa che faresti innamorar i sassi.

CHIARETTA. S'io facessi innamorar i sassi, starei sicura che farei innamorar te che sei peggio d'un sasso.

LECCARDO. Son risoluto esser tuo innamorato.

CHIARETTA. Che ti ho ciera di vitella o di porca, che ti vòi innamorar di me?

LECCARDO. T'apponesti. Hai certi labruzzi scarlatini come un prosciutto, una bocchina uscita in fuori com'un porchetto, gli occhi lucenti come una capra, le poppe grassette come una vitella, le groppe grosse e ritonde come un cappone impastato: in somma non hai cosa che non mi muova l'appetito; ebbe torto la natura non farti una capra.

CHIARETTA. E tu che vòi esser mio marito, un becco.