DON FLAMINIO. Perché?
LECCARDO. L'aco era spuntato e avea la testa rotta.
DON FLAMINIO. Hai scherzato a bastanza: non piú scherzi.
LECCARDO. Non abbiamo fatto cosa veruna.
DON FLAMINIO. Fortuna traditora, se tu volgi le spalle una volta, non volgi piú la faccia.
LECCARDO. Anzi la fortuna s'è incontrata con te senza saper chi fussi, e tu senza conoscerla ti sei incontrato con lei.
DON FLAMINIO. Che m'apporti?
LECCARDO. Le vesti, le gioie e l'istessa Carizia: piú di quel che m'hai chiesto e sapresti desiderare.
DON FLAMINIO. Perché dicivi di no?
LECCARDO. Per farvi saper la nuova piú saporita; ché si t'avessi detto cosí il tutto alla prima, non ti sarebbe piaciuta. Non solo aremo da Chiaretta quanto vogliamo; ma m'è venuto fra' piedi quel capitano balordo, innamorato di Calidora, il qual ci servirá molto a proposito, di modo che ci si trovará gentilmente beffato e vostro fratello tradito.