DON FLAMINIO, DON IGNAZIO, MARTEBELLONIO, PANIMBOLO, SIMBOLO.

DON FLAMINIO. Io sento genti in istrada, non so se potremo mandar ad effetto quanto desideriamo: dovevamo cenar prima.

DON IGNAZIO. A me non parea mai che venisse l'ora di veder un tanto impossibile, per poter dire liberamente poi che onore e castitá non si trova in femina; poiché costei, di cui si narrano tanti gran vanti della sua onestá, si trovi sí disonesta.

DON FLAMINIO. Cosí va il mondo, fratello: quella donna è tenuta piú casta che con piú secretezza fa i suoi fatti.

MARTEBELLONIO. Sento stradaioli. Olá, date la strada se non volete andar per fil di spada!

PANIMBOLO. Se non taci, poltronaccio, andrai per fil di bastone!

MARTEBELLONIO. (Costui par che sia indovino, ché son poltrone).

DON IGNAZIO. Chi è costui?

SIMBOLO. Quel capitan vantatore.

MARTEBELLONIO. (Vo' farmi conoscere, ché non m'uccidano in iscambio). O signori don Flaminio e don Ignazio, son il capitan Martebellonio! E dove cosí di notte senza la mia compagnia? ché è meglio aver me solo che una compagnia d'uomini d'arme.