FILIGENIO. (È Alessandro mio vicino).

ALESSANDRO. (L'andrò ad incontrare). O Filigenio, Iddio vi conceda ogni vostro desiderio.

FILIGENIO. Non è altro il mio desiderio che servir voi, caro
ALESSANDRO.

ALESSANDRO. Or veniva insino a casa vostra, per pregarvi d'un segnalato favore.

FILIGENIO. Eccomi ad ogni vostro comando: ché colui che non servisse voi volentieri, non meritarebbe esser servito da niuna persona del mondo, perché voi potete e sapete servir gli amici vostri.

ALESSANDRO. Se avessi saputo imaginarmi persona sufficiente piú di voi nel maneggio di questo mio negozio, arei fuggito darvi fastidio; non potendo altrimente, m'è forza a valermi del suo favore.

FILIGENIO. V'offerisco la prontezza dell'animo.

ALESSANDRO. Vi ringrazio di tanta cortesia. Iersera mi venne un corriero a posta da alcuni miei amici; e mi mandano un fascio di lettere, avisandomi con replicati ricordi l'importanza del negozio. Le lettere potrete vedere ad ogni vostro agio.

FILIGENIO. Non mi curo altrimente; venghiamo al tronco.

ALESSANDRO. Pregandomi come di cosa dove ci va l'onore e la vita; e mi vennero, insieme con l'altre, molte lettere di cambio, se mi bisognassero come di danari.