MELITEA. O Dio, che intendo! Ma tu hai fatto un motivo con la bocca, che cosí soleva far egli; e hai parlato con tanta dolcezza e affettuose parole, che par che hai di quel genio che a lui solo fu donato dal Cielo per tiranneggiare e tirare a sé con dolce amorevolezza tutte le persone.

FILACE. Su su, finiamola, ché Mangone viene: ché tanti ragionamenti?

PIRINO. Se mi promettete non alterarvi di modo che possiate dar sospetto al guardiano, ve lo mostrerò sano e vivo.

MELITEA. Non so se potrò far tanta forza a me stessa.

FILACE. Parmi che colui che passa colá, sia Pirino. Entrate, entrate; presto, presto, ché non vi vegga. Ma non è desso, restate.

PIRINO. Bisogna farla, ché scoprendovi sareste rovinata voi e il vostro Pirino.

MELITEA. Cosí prometto.

PIRINO. Io sono il vostro Pirino!

MELITEA. O somma di tutte le mie speranze, io son tutta divenuta di foco, il sangue mi bolle per tutte le vene, e mi riconosco incapace di tanta gioia. O Dio, dammi tanta fortezza che possa nasconder cosí smisurato contento!

PIRINO. Ecco ch'è pur vero che m'ho fatto vender per ischiavo per far libera voi.