DOTTORE. Orsú, basta, basta.
PANFAGO. … Or stanno abbracciati cosí stretti che l'aria non vi può star in mezo …
Dottore: Taci, non piú: ché me l'hai espressi cosí vivi che essermi gli contemplo presenti, e non veggendogli par di vedergli.
PANFAGO. … L'han fatto piú per svillaneggiarvi che per altro: or si ridono di voi, dicendo che abbracciar voi è abbracciar un morto, e che li movete vomito con la vista, sète pelle senza nervo, una vescica sgonfiata, che puzzate di cimitero e che piatite con la sepoltura, e che la notte la terreste sempre svegliata con l'orologio delle correggie, se dormisse con voi. …
DOTTORE. Ogni tua parola m'è un serpe velenoso che mi morde, una tigre che mi straccia.
PANFAGO. …Né gli bastava avervi beffeggiato, se alle beffe non s'aggiongevano l'ingiurie.
DOTTORE. Io mi sento l'anima in uno istesso tempo assalita da contrari affetti, combattuta da una turba de nemici, da sdegno, da malinconia, da vergogna e da gelosia. La malinconia mi rode, la vergogna mi confonde, l'ira m'arde nel core, la gelosia mi boglie nell'anima. Ho melancolia che ho perduta l'innamorata, ho gelosia che altri la goda, ho sdegno che non m'ami, ho vergogna d'esser beffato; e se son vecchio ho il cervello giovane, e se ho la debolezza del corpo ho la prontezza dello spirito.
PANFAGO. Se volete vendicarvi, bisogna prestezza e piú fare che dire, anzi il dire e il fare sia in un medesimo tempo: io vi aiuterò col consiglio e con l'esser a parte d'ogni fatica.
DOTTORE. Assaltiamgli all'improvviso; ché essendo Pirino temerario ed audace ne' piaceri, sará timido nelle avversitá, ché sempre sogliono essere temeritá e paura in un medesimo soggetto. Andiamo a Mangone prima, veggiamo se Melitea sia in casa e poi rimediaremo al tutto.
PANFAGO. Andiamo.