ERASTO. Cosí non vi fussi e che fussi morto dieci anni sono!
SINESIO. Che cose ti traggono cosí fuor di cervello?
ERASTO. Inganni, finzioni e tradimenti.
SINESIO. Fermati un poco qui, narrami il tutto: forse non saran tali come gli estimi.
ERASTO. Non fui mai ne' miei giorni in maggior angoscia: una nuvola di melancolia m'adombra d'intorno il core.
SINESIO. Narramelo, ti dico.
ERASTO. Lo saprete un'altra volta, ch'or non ho tempo.
SINESIO. Il negarmelo cosí ostinatamente mi accresce la voglia di saperlo.
ERASTO. Sappiate che doppiamente mi sento oltraggiato da Cintio, e nel fatto di mia sorella e dell'avermi fatto sposar una donna, che non so chi sia, sotto nome di Amasia, che col vostro consenso l'avea fatta dimandare al padre. M'ha fatto giacer seco e l'ho impregnata: al fin ho discoperto che Amasia sia maschio.
SINESIO. Nel fatto di Lidia l'ingiuria è manifesta, ma non sappiamo chi l'ha ingiuriata; nel fatto di Amasia di che ti duoli di lui? Se non hai goduto quel corpo di Amasia, pur l'hai goduto con l'imaginazione e ne hai preso piacere.