ERASTO. Quella donna, con la quale mi fe' giacere, era d'una bellezza incomparabile, d'un spirito vivacissimo e di sí meravigliose maniere che l'anima mia cieca non se le sa imaginare piú grandi e stupende; e or non posso saper da lui chi sia.
SINESIO. Ti contentaresti che fusse tua sposa colei con la qual tu giacesti?
ERASTO. Vorrei saper due cose: prima di che condizione ella sia….
SINESIO. Di miglior che tu non sei, e con forse cinquantamila ducati di dote.
ERASTO. Vorrei ancor sapere se il tôr costei per moglie fosse di vostro contento.
SINESIO. Io ne sarei contentissimo, né altro mi resta ad esserne contento a pieno se non che ne resti contento ancor tu.
ERASTO. Ed io son contento, contentissimo.
SINESIO. Ed io farò che sia tua moglie. Nel fatto di Lidia, non è possibil che Cintio gli abbi usata violenza.
ERASTO. Caro padre, di grazia dimmi chi sia la mia moglie.
SINESIO. Cintio è tua moglie: eccola bella e spedita.