ERASTO. Hai ragione, tu sei il vincitore; non mi dar piú travaglio.

CAPITANO. Ecco t'ho fatto conoscere chi sia io: bisogna in somma mostrar valore. Ecco ricuperato il mio onore: o vincere o morire!

ATTO IV.

SCENA I.

PEDOFILO, ERASTO.

PEDOFILO. (Sto con animo assai travagliato dal fatto di Amasio mio figliuolo. La notte passata è scappato di casa, poi l'ho visto venir tutto turbato: l'animo mio s'incontra alcun male!…).

ERASTO. (Son venuto rissoluto per uscir di fastidio; e sará meglio arrossir una volta e scoprirlo che tenerlo secreto e impallidir mille volte il giorno e soffrir mille indignitá….)

PEDOFILO. (… Vo' manifestar al mondo che sia maschio e ritornarmene a Bologna, poiché intendo che la parte guelfa nostra nemica è giá dipressa e annichilata).

ERASTO. (… E vo' dirgli che siamo sposati di nascosto e sia pregna di me, ché non penso sará cosí goffo che, avendole tolto l'onore, me la voglia negar per moglie; e quando pur non volesse concederlami, venir alla forza, alla violenza, alla rapina).

PEDOFILO. (Ma ecco il fratello di colei che vien costá: vedrò modestamente potergli ragionar su questo fatto).