SPEZIALE. Non accostarti, che giuro passarti questo alla trippa.

PANURGO. Di grazia, vattene.

SPEZIALE. Non me n'andrò senza vendetta: almeno, gli spezzarò questo pignatino in testa e gli butterò il brodo in faccia.

MORFEO. Ah, poltron asino, che m'hai cieco! se ti giungo!

ATTO IV.

SCENA I.

NARTICOFORO, GERASTO.

NARTICOFORO. (Heu, misero Narticoforo, tu stai in un pelago di ancipiti pensieri! A me duole partirmi senza far molti consci della ingiuria con che m'ha lacessito Gerasto; e se non mi parto, quel suo nipote vuoi trucidarmi: io sono tra Cariddi e Scilla!).

GERASTO. (Fioretta non è in camera: andrò in casa, gli farò cenno che venghi, e vedrò se gli forastieri han pranzato e se si riposano).

NARTICOFORO. (Costui deve esser forastiero in questa cittá, perché va alla casa appestata e la batte per entrare). O viro probo, arrige aures a quel che dico.