SPEZIALE. Era venuto qui per un carlino, non bastano quattro a medicarmi.
MORFEO. Ti duoli forse che non t'abbi dato quanto merita la tua perfidia?
SPEZIALE. Che gran fatto era lasciarti far il rimedio? Questo ti cava tutti i cattivi umori dal corpo: ti allegerisce la testa, ti leva le fumositá dal cervello, ti mantien largo da dietro, che non arai piú male in tua vita. Il male è poco, l'utile è molto: non sète giá putto, che abbiate a vergognarvene.
MORFEO. Ben dice il proverbio: «Sei piú fastidioso del serviggiale»; ma tu avanzi tutti i serviggiali del mondo.
SPEZIALE. Lo farò con tanta destrezza che, quando stimerai che non abbi cominciato, arò finito.
MORFEO. Orsú, io fo stima che non abbi cominciato; fa' stima tu che abbi finito, e va' via.
PANURGO. (Morfeo, di grazia, obedisci: non scopriamo il fatto per cosa cosí leggiera).
MORFEO. (Fattelo far tu o il tuo padrone a cui appertiene questo, accioché vi purgasse quelli umori che dice lo speziale. Che ho a far io con gli umori tuoi o con gli amori di Essandro?).
SPEZIALE. Vorrei saper da te, vuoi o non vuoi farti questo rimedio?
MORFEO. Vorrei saper da te, vuoi o non vuoi partirti di qua?