GERASTO. Non mi curo saper questo io.
NARTICOFORO. Ascolta, che non so come puoi tu vivere senza saper questo.
GERASTO. Seguite la cagion della peste.
NARTICOFORO. Alfin, per giungerlo, gli dico che mi facci copia di veder quella sua figlia che aveva; e mi disse che avea commutato la vita con la morte.
GERASTO. Perché non vi facesti mostrar quella sua figlia appestata?
NARTICOFORO. Lo chiesi; e venne fuori con certe tumefazioni nella bocca, con una ernia di sotto, che non so se Tesifone o Megera potesse essere piú difforme di lei. E allora mi disse che mi fusse scostato dalla casa, perché era pestifera.
GERASTO. Questa mi pare una forfantaria e indegna di uomo da bene; e ne meriterebbe castigo. Però vi prego, se è però lecito, dirmi il nome, acciò ci possiamo guardar da lui.
NARTICOFORO. Lubentissime faciam. Suo nome è Gerasto di Guardati.
GERASTO. Gerasto de Guardati! come, quando e dove fu questo?
NARTICOFORO. Hic, in questo luogo; illic, in quel luoco; istic, per qua: poco innanzi, come v'ho detto.