PANURGO. (Che farò, che dirò? o bugie correti a monti, a diluvi per liberarmi da questo incontro). Voi siate gli ben trovati!

GERASTO. Signor Narticoforo, di grazia, dite, chi sète voi?

NARTICOFORO. Signor Gerasto, di grazia, dite, chi sète voi?

PANURGO. Desidererei saper ben prima da voi: sapete chi sia io?

GERASTO. Io lo so bene.

NARTICOFORO. Ed io ancora mi penso saperlo quam optume.

PANURGO. Dunque, se lo sapete, perché me lo dimandate?

GERASTO. Lo dimando per sapere se sei me.

NARTICOFORO. Ed io ancora flagito, posco, peto, rogo saper se sei me.

PANURGO. Con una risposta sodisfarò ad ambiduo. Io essendo me, non posso essere né te né lui.