PANURGO. Mira con che arroganza mi parla! hai tu qualche imperio sovra di me, che sia forzato a dirti io chi sia? Io son chi piace essere a me.

NARTICOFORO. Io non mi curo che tu sia chi piace essere a te, ma non vorrei che dicessi che sei me.

PANURGO. Che dunque vorresti, ch'io non fusse niuno?

NARTICOFORO. Anzi, che non foste ad un tratto tre.

PANURGO. Orsú, fatevi tre pezzi di me, e ognuno si pigli la parte sua.

SCENA IX.

PELAMATTI, FACIO, PANURGO, GERASTO, NARTICOFORO.

PELAMATTI. Tanto sará l'andar cercando questi per Napoli?

FACIO. «Come Maria per Ravenna». Ma tu chi miri?

PELAMATTI. Facio, colui che ragiona con quei vecchi, mi par colui che mi tolse le vesti.