GERASTO. Che scudi, che pegni, che vesti?

FACIO. Dico i trenta scudi che mi avete promessi per le vesti.

GERASTO. (Il male è di piú cura ch'io non pensava. Mira come parla alto! ne deve stimar sordi).

NARTICOFORO. (Deve essere proprietá dell'egritudine).

GERASTO. (Non so che dice di trenta scudi e di vesti e di promesse.
Non credo che un sacco intiero d'elleboro basterá per purgarlo).

FACIO. (Costui da vero è sordo: parlerò tanto alto che m'intenda). Dico che mi date i trenta scudi per che colui che si partí da voi—Famasio o Famosio che si chiama,—mi ve lasciò in pegno per le mie vesti. Intendetemi adesso o volete che parli piú alto?

GERASTO. Io non dico che non intendo la voce, ma non intendo quel che dici.

FACIO. Che parlo ebreo, greco o arabico, che non m'intendi?

GERASTO. Parli come me, ma non intendo che dici di trenta scudi e di vesti.

FACIO. Tu sei peggio che sordo, che il peggior sordo è quello che non vuole intendere. Tu sarai forse pentito di aver fatto sicurtá di trenta scudi, e fingi non intendere.